Non è colpa mia, è colpa sua!


Sii sincero: qualche volta è capitato anche a te di dare la colpa a qualcun altro o qualcos’altro per una tua mancanza.

Situazioni come: “c’era traffico, per questo sono in ritardo”, “la torta si è bruciata perché il forno non funziona bene”, “tu non mi capisci”, “non ho mai tempo per fare ciò che vorrei”, “ho preso 3 perché il prof. mi odia”, “la mia attività va male perché c’è la crisi”. E così via all’infinito: quante altre situazioni conosci simili a queste?

Dare la colpa alle circostanze è indubbiamente una comodità: scarica le responsabilità su qualcosa che non puoi controllare, fa sì che viva nella serenità del “non è colpa mia” sollevandoti dall'obbligo di dover capire come stanno realmente le cose; protegge il tuo ego da una situazione dove accettare l’errore comporterebbe perdita di autostima.

Sai però qual è il rovescio della medaglia? Che rischi di cristallizzare la tua crescita personale; se è sempre colpa di qualcun altro, tu che ruolo hai nella tua vita? Credere che la colpa sia del mondo esterno fa sì che, a lungo andare, tu non ti senta parte integrante di quel mondo, che tutto vada contro di te e che ti senta vittima delle circostanze, attore involontario di un film che scorre davanti ai tuoi occhi; il tempo scorrerebbe inesorabile e questa convinzione limitante si sedimenterebbe nella tua testa: “fino ad oggi nulla è cambiato, quindi avevo ragione”; comprometteresti il tuo rapporto con gli altri, perché se una situazione andasse male non sarebbe certo colpa tua (rapporto con partner, amici, colleghi di lavoro) ma degli atteggiamenti sbagliati degli altri; la cosa peggiore in tutto questo è che questo processo può diventare inconscio e rischia di isolarti dal resto del mondo.

Pensa che in certi casi scaricare le colpe può diventare patologico e sfociare nella paranoia: non posso controllare il mondo che mi circonda, non ho potere su niente, la colpa è del governo, dei politici, della crisi, del clima, degli extraterrestri.

Cosa fare? ⬇️⬇️⬇️

Intanto comincia diventando più obiettivo: inizia col capire che diventare responsabile di qualcosa che non è andato come avresti voluto non ti rende più vulnerabile e debole, anzi, ti fa capire che è lecito sbagliare ed è ancora più bello assumersene sempre la responsabilità, anche quando sembra davvero che il mondo ce l’abbia con te! Questo rafforza il tuo controllo sulla vita, sulle relazioni, sulle circostanze.

Permetti agli altri di correggere i tuoi errori: questo rafforza la tua umiltà e mette da parte l’orgoglio.

Cancella “la colpa”: se dai la colpa a qualcun altro ti senti più forte, più potente, più libero, ma in realtà colpevolizzare persone o situazioni non aiuta te stesso a crescere e sviluppa pessimismo nei confronti di un mondo che non ti comprende.

Non credi che sia bellissimo essere protagonista attivo della tua vita? Intendo scegliere, cambiare, decidere, cadere e poi rialzarsi; sempre con consapevolezza e voglia di imparare da ogni piccola sfumatura del tuo percorso di crescita.

E allora diventa respons-abile, cioè abile nella risposta da dare a te stesso, accetta di doverti concentrare lavorativamente per far andare meglio le cose, che probabilmente devi cambiare strategia, che puoi preparare una bellissima e buonissima torta senza farla bruciare.

E se anche la torta dovesse bruciare, pronunciare la parolina magica “ho sbagliato” di sicuro farebbe stare meglio te stesso e probabilmente farebbe sì che qualcuno che ti vuole bene e ti stima si presenti alla tua cena con un buonissimo dolce acquistato in pasticceria. 🍨

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