Saper parlare per saper Emozionare

15 Jan 2018

 

Ti è mai capitato di rimanere affascinato dalle capacità di un bravo attore solo ascoltando... la voce del suo doppiatore italiano? Incredibile, ma spesso il modo in cui il doppiatore riesce ad interpretare al meglio il personaggio incide in percentuale altissima sulla nostra percezione di bravura di quell'attore; anzi, talvolta capita che se ne ascoltiamo la voce "originale", tutto il fascino guadagnato dal suo doppiatore si perde in un istante. Questo la dice lunga sul fatto che una buona pronuncia, un buon tono di voce, cadenza, e quindi un buon "paraverbale" siano elementi indispensabili per suscitare carisma e fascino davanti alle persone. Pensa quindi quanto possa essere limitante avere una cadenza regionale marcata: a volte non è solo un fattore legato alla bellezza, quanto alla comprensibilità di ciò che si dice; certe cadenze locali hanno caratteristiche che ne pregiudicano la comprensibilità (pensa ad esempio alla “c” aspirata toscana).

 

Questo non significa che per parlare bene sia necessario “snaturare” il proprio modo di comunicare e perdere la propria originalità vocale: curare la propria dizione significa rendere piacevole all’ascolto la propria voce, scandire bene i suoni per essere più facilmente comprensibili e fare in modo così che l’interlocutore non si debba stancare per capire cosa gli stiamo dicendo.

 

Primo consiglio? Inizia ral-len-tan-do. Già, perché uno dei problemi comuni alle persone è il parlare troppo velocemente: a volte per disagio, a volte perché si ha paura di dimenticare ciò che si deve dire, a volte perché diamo per scontato che l’altro ci capisca a prescindere. Rallentare consente di riflettere meglio su ciò che si sta dicendo, consente a chi sta ascoltando di non fare fatica e di capire ogni cosa che gli stiamo dicendo, consente inoltre di evitare errori e pronunce sbagliate.

 

Secondo consiglio: scandisci ogni singola parola che emetti. Capita, soprattutto in certe regioni d’Italia, di parlare a denti stretti e senza articolare bene le parole. Questo si traduce in mancata comprensione di certe parole e indiscutibilmente non suscita piacere all’ascolto.

 

Ultimo consiglio: respira profondamente prima di parlare. Non solo perché in questo modo riuscirai a concentrarti meglio su ciò che dovrai dire: soprattutto perché il respiro dovrà essere un tuo forte alleato durante il tuo discorso. Respirare poco o male si traduce in discorsi frettolosi, senza la giusta profondità e impatto, e rischia di creare malessere sia in te che nell’interlocutore: ti dice qualcosa il nome Roberto Da Crema? No? E se dicessi Roberto Baffo? Il suo modo di fare televendite è stato pressoché unico e singolare: quando parlava aveva una respirazione molto frenetica, toni di voce molto alti, che conferiva al tutto un tono decisamente nervoso e affannato. Ricorda che il modo in cui parli influisce direttamente o indirettamente sul tuo interlocutore: se vuoi trasmettergli tranquillità devi essere tu per primo ad essere tranquillo; se vuoi essere compreso impara ad ascoltarti mentre racconti.

 

E lascio per ultimo un aspetto davvero fondamentale: impara a trasmettere emozioni. Tutto ciò che vuoi dire ha un collegamento diretto con il cuore, anche la comunicazione più semplice e banale.

 

Grace

 

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