I 10 errori da evitare durante un colloquio di lavoro

7 Jan 2019

Facciamo una premessa: non esiste in assoluto una strategia vincente che possa garantirti di essere assunto sul luogo di lavoro dei tuoi sogni. Perché? Semplice: per quanto tu possa impegnarti al 100% per fare un'ottima prima impressione davanti al selezionatore, sarà comunque lui ad avere l'ultima parola, di conseguenza essere assunto non dipende al 100% solo da te. Questo ovviamente non ti assolve dal presentarti nel migliore dei modi al colloquio, soprattutto non ti assolve dal non rispettare ognuna delle 10 fondamentali regole quando decidi di presentarti davanti a chi potrebbe sceglierti tra tanti.

Ancor prima di raccontarti quali siano i 10 più importanti errori da evitare durante un colloquio di lavoro, rispondi a questa semplice ma fondamentale domanda, indispensabile come premessa:

 

perché chi hai di fronte dovrebbe scegliere proprio te fra tanti?

 

Nel 90% delle volte in cui faccio questa domanda durante un colloquio, come risposta ottengo 

 

"Eh... bella domanda...." 

 

Bella domanda?! È la domanda più importante! Quella da cui dipenderà il seguito del colloquio, quella che potrebbe far scoccare la scintilla.

 

E allora, prima di proseguire nella lettura, fermati un attimo e rifletti attentamente: ne va del tuo futuro professionale.

 

Ed ora sei pronto?

Scopriamo insieme 

I 10 errori da evitare durante un colloquio di lavoro.

 

Numero 1: partiamo dal punto che ritengo fondamentale, ossia LA STRETTA DI MANO E IL CONTATTO VISIVO. Può sembrare una banalità, ma se c'è una cosa che denota insicurezza o, ancora peggio, indifferenza/antipatia, è una cattiva stretta di mano associata ad un mancato contatto visivo. Quindi niente timore, la stretta di mano deve essere vigorosa (attenzione a non eccedere!) e gli occhi devono incrociare quelli della persona che abbiamo di fronte. Questo è il primo punto fondamentale che denota sicurezza in se stessi e stabilisce un primo importante contatto.

 

Numero 2: IL SORRISO. Il sorriso... perché tendenzialmente l'essere umano ha smesso di sorridere? Perché si tende a tralasciare uno degli elementi fondamentali per la creazione di empatia con il prossimo? Un sorriso non può ledere, non crea false aspettative e soprattutto non rischia di farmi inserire all'ultimo posto nell'elenco delle caratteristiche negative per la conquista del lavoro, anzi, direi il contrario. Il sorriso denota rassicurazione, solarità, entusiasmo e soprattutto interesse per il posto di lavoro che bramo di ottenere.

 

Numero 3: MANCANZA DI UMORISMO E PERSONALITÀ. Tante volte durante i colloqui di lavoro ho avuto a che fare con giovani e meno giovani con uno scarso senso dello humor. Con questo non voglio dire che tu debba sfoderare doti di comicità alla Brignano. Semplicemente, è risaputo che il senso dell’umorismo sia alla base di un buon equilibrio psico-emotivo; chi invece non ha questa caratteristica viene generalmente considerato una persona rigida. Immaginati di dover selezionare qualcuno da integrare nella tua azienda: con tutta probabilità, un approccio eccessivamente rigido non giocherebbe a tuo vantaggio. 

 

"Sì, ma non è detto che se non rido alle battute sia necessariamente una persona rigida"

 

Vero anche questo. Ma ricorda che chi ti seleziona non ha una vita a disposizione per farlo, ma con molta probabilità solo pochi minuti, se sei fortunato forse una mezz'ora. Sarà il caso di dimostrare in quella mezz'ora di avere tutte le carte in regola per essere assunto?

Stesso discorso per la mancanza di personalità: evita le pause eccessive, abbi qualcosa da raccontare, dimostra di avere "carattere". 

 

Numero 4: ARRIVARE IN RITARDO. Se il buongiorno si vede dal mattino… Non credo di aver bisogno di commentare eccessivamente questo punto, vero? Evita i ritardi ma evita anche le giustificazioni al ritardo: troppo traffico, indirizzo poco chiaro, ecc.. Scuse che non deporrebbero a tuo favore e che denoterebbero oltretutto una cattiva gestione del proprio tempo.

 

Numero 5: ABBIGLIAMENTO NON CURATO. Ricordati l’importanza della prima impressione: “non si ha una seconda occasione per fare una prima buona impressione”. E allora sarà il caso di dedicare il giusto tempo alla scelta del dress code adatto per l’occasione? Prima regola: eleganza e sobrietà. Niente minigonne, tacchi vertiginosi, scollature eccessive per le signorine e per i maschietti camicia stirata e look curato. Indispensabile informarsi prima sul tipo di lavoro per il quale ci si candida, così da scegliere il look adatto: probabilmente sarebbe fuori luogo presentarsi in pantaloncini e All Star per un ruolo da commerciale. Ad ogni ruolo il proprio dress code.

 

Numero 6: DIMOSTRARE DI NON CONOSCERE LE CARATTERISTICHE DELL’AZIENDA PER LA QUALE CI SI CANDIDA. O addirittura porre la terribile domanda:

 

“mi può ricordare per favore di cosa vi occupate esattamente? Sa, ho inviato così tanti CV…”.

 

Ecco, questo è uno di quei punti che meriterebbe l’immediata conclusione della conversazione e la fatidica frase “grazie, le faremo sapere”. Di conseguenza, prima di incappare in figuracce di questo tipo, è indispensabile, e sottolineo indispensabile informarsi al meglio sull’azienda per la quale ci si candida: sito web, social, organizzazione interna, staff… Chi cerca personale ha bisogno di qualcuno che si innamori di quel settore, che dimostri interesse ancor prima che competenze. Quindi mettete un attimo da parte il vostro CV e dedicatevi a chi avete di fronte.

 

Numero 7: strettamente collegato al punto sopra: PARLARE ECCESSIVAMENTE DELLE PROPRIE COMPETENZE E TITOLI DI STUDIO. Chi ti ha contattato per sostenere il colloquio di lavoro si suppone abbia prima dato uno sguardo al tuo CV. Quindi perché alla domanda “parlami di te” il più delle volte si risponde parafrasando ciò che il selezionatore con tutta probabilità conosce già o comunque ha già visionato attraverso il CV? Hai poco tempo a disposizione, sfruttalo bene! Non avere timore di raccontare di te, dei tuoi interessi e della tua personalità, ricorda che prima di tutto sei una persona, non un titolo di studio conseguito.

E altra cosa importante: dimostra di essere più interessato a chi avete di fronte piuttosto che a te stesso, quindi abbasso l’autocelebrazione!

 

Numero 8: INTERROMPERE. Il più delle volte non si ascolta ciò che l’altro ha da dirci, perché siamo troppo concentrati a pensare a cosa rispondergli e spesso in funzione di ciò lo interrompiamo senza controllo. Ricordo anzitutto che interrompere chi sta parlando è mancanza di educazione. Fatta questa premessa, aggiungo che denota inoltre scarsa attenzione per ciò che l’interlocutore ti sta raccontando, che potrebbe essere fondamentale per conoscere qualcosa di più di quel posto di lavoro e delle persone che già ci lavorano. Eventuali domande potranno essere poste, ma alla fine del discorso. A tutti piace essere ascoltati, quindi dimostra interesse ed entusiasmo anche stando in silenzio e Ascoltando, con la “A” maiuscola.

 

Numero 9:  PARLAR MALE O DIMOSTRARE FRUSTRAZIONE PER IL PRECEDENTE LAVORO. Errore fatale. Spesso una delle domande che vengono poste al candidato è:

 

“come mai non collabori più con l’azienda X?”

 

Importantissimo: calibrare bene la risposta. Evita di parlar male del tuo ex datore di lavoro, dimostrare di essere frustrato per aver perso quell’occasione, raccontare dettagli poco utili al fine di comprendere meglio le tue esigenze e i tuoi obiettivi. Mai indurre chi hai di fronte a pensare che potresti parlar male anche dell’azienda per cui ti stai candidando, nel momento in cui dovesse concludersi un eventuale rapporto di lavoro, senza considerare che non puoi sapere se chi hai di fronte conosca già il tuo ex datore di lavoro. Potrebbe essere un errore fatale.

 

Numero 10: Ultimo, ma non ultimo: CHIEDERE QUANTO È LA PAGA. Se anche i 9 punti di cui sopra fossero rispettati, cadere in questo punto comprometterebbe il buon esito del colloquio.

 

“Perché? In fin dei conti è un mio diritto sapere quanto guadagnerei!”

 

Vero. È anche vero, così come scritto sopra in più occasioni, che se è vero che si ha poco tempo a disposizione per fare una buona prima impressione, allora è il caso di giocare al meglio le proprie carte. La domanda sulla retribuzione, il più delle volte può trasmettere un messaggio sbagliato, come ad esempio un interesse esagerato verso la retribuzione a danno dell’essenza della mansione. C’è sicuramente il tempo per conoscere i dettagli economici dell’offerta di lavoro, prima è indispensabile creare empatia e farti conquistare da chi hai di fronte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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